«L’idea è semplice. Ci sono una marea di anziani che per diversi motivi si ritrovano a vivere da soli: in molti non possono permettersi un’assistenza adeguata o una badante e sembra che l’istituzionalizzazione sia la panacea di tutti i problemi. Ma se si uniscono le pensioni e magari si condivide la casa, le bollette e le diverse spese, si può provare a vivere in due o in tre e usufruire di tutta l’assitenza necessaria». Nel suo ultimo romanzo breve «Gioia e le altre» edito da Città Nuova, l’angiologo romano Michelangelo Bartolo, responsabile del servizio di telemedicina dell’Ospedale San Giovanni di Roma, medico cooperante e scrittore, usa e condivide i propri ricordi familiari e il vissuto di figlio per schierarsi apertamente contro l’istituzionalizzazione degli anziani. A rafforzare la tesi, in un duetto tra narrativa e saggistica, c’è un interessante contributo di Valter Giantin, docente presso la Scuola di specializzazione in Geriatria dell’Università degli studi di Padova.

Gioia e le altre

La nostra Africa. Cronache di viaggio di un medico euroafricano.  Di Michelangelo Bartolo