Dottore le giuro che era morto

Attraverso le vicissitudini del Dott. Clementi, medico dell’Ospedale San Crispino di Roma, si dipingono, in modo leggero e con sagace humor, quadri di vita quotidiana colorati da sfumate contraddizioni della sanità italiana: l’aumento sproporzionato del ricorso ad esami strumentali, spesso inutili, ma che vanno di moda; il rapporto dei medici, con i pazienti, i colleghi, gli infermieri o con gli informatori farmaceutici; i congressi scientifici che vengono paragonati a sfilate di moda; il grande business delle agenzie di pompe funebri che non conoscono crisi il tutto intervallato da spaccati di vita ospedaliera che culminano nella costatazione di un decesso non andato a buon fine.

Il tutto incastonato in una storia sentimentale del protagonista, indeciso e un po’ imbranato, che intraprende una relazione non proprio lineare con una sua ex paziente.

Anche se ambientato agli inizi del millennio il quadro descritto con leggerezza, humor e autocritica potrebbe essere ancora di grande attualità. E’ il tentativo, forse riuscito, di raccontare un piccolo spaccato della sanità italiana che mette in risalto l’umanità e le difficolta della classe sanitaria e di chi si trova ad assumere il ruolo del paziente.

Una sanità che talvolta imbarazza non solo per la sua complessità e segmentarietà ma anche per i suoi termini incomprensibili ed altosonanti che a volte terrorizzano inutilmente i pazienti.

La diffusione di internet e l’interpellare in continuazione il “dott. Google” ha fatto cambiare anche l’atteggiamento dei pazienti che spesso sono già iper-documentati sulle ultime novità riguardo la loro presunta patologia e spesso espongono con convinzione al medico di turno fake new sanitarie che però non considerano tali

Di sanità se ne parla tanto. Talvolta se ne parla in occasioni di episodi di “mala-sanità” che offuscano i tanti casi di buona sanità e di eccellenza che esistono nel nostro paese. Il nostro sistema sanitario, è bene ricordarlo, è uno dei migliori del mondo, in molti ce lo invidiano e spesso tale eccellenza è il risultato dello sforzo che medici, infermieri, tecnici, ausiliari compiono giorno dopo giorno con passione e dedizione.

Ovviamente i problemi ci sono. Le liste d’attesa, i pronto soccorso affollati, i pochi posti letto, una sanità ancora troppo ospedale centrica e ancora troppo poco presente nel territori e si potrebbe continuare. Questo libro offre spunti di riflessione con una chiave leggera e ironica.

Un libro per i medici che potranno ritrovarsi in più di qualche pagina, un libro per i pazienti che potranno forse riconoscersi in qualche episodio narrato. Un libro per tutti.

 L’introduzione di Gabrielle Cirilli sigilla l’humor di quest’ultimo libro di Bartolo. “Una parodia sulla sanità delicata, carica di realismo e umorismo di grande attualità” 

 

La prefazione di Sandro Petrolati, direttore del dipartimento di cardiologia del San Camillo di Roma, rende attuali tante delle osservazioni e contraddizioni raccontate dall’Autore. “Bartolo riesce ad essere leggero affrontando tutti i complessi problemi del nostro sistema sanitario in un libro per i medici e per i pazienti, cioè per tutti”

 

Ogni riferimento a cose, fatti, persone, istituzioni è da considerarsi assolutamente casuale e involontario.

 

In libreria dal 27 febbraio 2020

La nostra Africa. Cronache di viaggio di un medico euroafricano.  Di Michelangelo Bartolo